La cinetica del consumo di ossigeno (VO₂)

La cinetica del consumo di ossigeno (VO₂) segue le variazioni dell’intensità del carico. Limitandosi a considerare le sole variazioni in aumento del carico, si può ritenere che la rapidità con la quale il meccanismo aerobico è capace di adeguarsi a una variazione di richiesta energetica proveniente dai muscoli è un fattore importante ai fini della prestazione, perché una eccessiva inerzia del metabolismo aerobico, per esempio, può comportare un conseguente aumento della quota di energia anaerobica (Deficit di ossigeno).

Cinetica del Consumo di Ossigeno

Con il termine Deficit di O₂ si è soliti definire la differenza tra il volume di ossigeno effettivamente consumato dall’inizio dell’esercizio fino al momento in cui si raggiunge un valore stazionario ed il volume di ossigeno che verrebbe consumato in un tempo uguale se la prova raggiungesse nell’istante iniziale lo stato stazionario (steady state).

Questo fenomeno di adattamento particolarmente evidente nelle prime fasi di uno sforzo fisico prende convenzionalmente il nome di Onset del VO₂ o VO₂on.

In questa fase, il muscolo per risintetizzare ATP utilizza:

a) la scissione della PC (fosfocreatina)

b) le riserve di ossigeno che sono presenti nel sangue e nei tessuti (legato all’emoglobina, alla mioglobina e presente nei polmoni)

c) il metabolismo lattacido per potenze sopra il 60-70% del VO₂max, con conseguente produzione del lattato precoce.

Il deficit di Ossigeno (O₂)

Il deficit di O2 è quindi una misura della quantità di energia che, anche in un esercizio aerobico prima del raggiungimento dello stato stazionario, è presa in prestito da fonti energetiche diverse dal consumo di O2, per resintetizzare una parte dell’ ATP necessario al lavoro muscolare.

Nell’immagine a destra un Test a carico sottomassimale. Nella curva del VO₂, prima che raggiunga lo steady state, sono identificabili 2 fasi; la prima di aggiustamento rapido e la seconda che rappresenta il vero e proprio onset.

Per carichi superiori, ma inferiori comunque al VO₂max, il consumo di ossigeno tende ad aumentare anche se il carico esterno resta costante; questo fenomeno si definisce come fase lenta del VO₂ (Fase III).

La valutazione della componente lenta (Fase III), viene quantificata convenzionalmente come differenza tra il VO₂ al 6° minuto e quello al 3° minuto (ΔVO₂), di un test a carico costante superiore a quello di soglia anaerobica ed inferiore al VO₂max (circa il 95% del VO₂max). Il valore di VO₂ al 3° minuto è preso come riferimento poiché si assume che lo stato di equilibrio si raggiunga prima o comunque entro 3 minuti dall’inizio del test.

L’utilità della misura del VO₂ on, dovrebbe risiedere nel fatto che tale parametro risulta variare in funzione dello stato di allenamento del soggetto.

Tratto da: “La Valutazione Funzionale dell’Atleta” – Dal Monte- UTET 2000

Condividi su:

Categories:

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *