Analisi di un infortunio evitato

Nella discesa libera di Val D’Isere del 18 dicembre 2020 l’atleta italiana Sofia Goggia si è classificata al secondo posto dopo una Run emozionante e senza non pochi rischi. Nel video e nell’analisi seguente osserviamo una specifica azione in cui la sciatrice italiana ha rischiato una pericolosa caduta ed evitato un probabile infortunio.

La dinamica dell’azione presa in esame riguarda l’atterraggio dopo un salto, che secondo uno studio* rappresenta una delle principali situazioni che predispongono gli sciatori ad un maggiore rischio di infortunio.

(*Mechanisms of Anterior Cruciate Ligament Injury in World Cup Alpine Skiing A Systematic Video Analysis of 20 Cases – British Journal of Sports Medicine · April 2011).

In particolare facciamo riferimento a quello che è stato definito come: Landing Back Weighted, ossia un atterraggio con posizione arretrata del corpo. Come possiamo vedere la Goggia dopo un salto molto pronunciato  mostra uno scarso equilibrio durante la fase di volo e tende ad atterrare con le code degli sci.

Landing Back Weighted

Le prime considerazioni durante la fase d’appoggio

Durante tutta la prima fase di appoggio è possibile osservare come vi sia una asimmetrica distribuzione del peso corporeo causata da una condizione di scarso equilibrio. La parte superiore del corpo tende a spostarsi verso sinistra scaricando così lo sci destro che scivola verso l’esterno, mentre il ginocchio sinistro raggiunge una posizione di chiusura eccessiva sostenendo il peso dell’intero corpo. (immagine a destra)

Prima fase di appoggio
Massima accosciata

La sciatrice sotto l’effetto dell’accelerazione gravitazionale che subisce prosegue nell’abbassarsi contribuendo ad aumentare la flessione del ginocchio sinistro (immagine a destra). In aggiunta, lo sci e lo scarpone tendono ad accelerare la tibia verso valle mentre il resto del corpo è spinto quasi in direzione opposta, il che contribuisce ad un aumento delle forze di taglio anteriori sul ginocchio che rappresentano uno dei principali fattori predisponenti gli infortuni a carico dell’articolazione e del legamento crociato anteriore (LCA).

L’incidente sembra inevitabile ed invece..

A questo punto l’infortunio sembra inevitabile con una eccessiva compressione femoro-rotulea (dovuta all’eccessiva flessione del ginocchio), ed una elevata forza di taglio anteriore che in molti casi determina lesioni a carico del ginocchio. La sciatrice italiana invece è abilissima (e anche fortunata), nel recuperare una condizione di equilibrio e carico sugli sci che impediscono al suo ginocchio sinistro di subire una rotazione sicuramente lesiva. Analizziamo il rischio nei frame di seguito:

Da sinistra verso destra osserviamo come il carico sullo sci sinistro si sposta dal bordo esterno verso quello interno spingendo il ginocchio in valgo e rotazione interna. Sofia è bravissima durante questa fase (in cui si solleva con la parte alta del corpo), a recuperare l’equilibrio, ridistribuire il carico anche sullo sci destro e a sollevare giusto in tempo lo sci sinistro che sta procurando al ginocchio una torsione innaturale.

Nell’immagine possiamo vedere come lo sci sinistro si posiziona praticamente di traverso. Se in questo momento lo sci fosse ancora sotto carico aderente al manto nevoso, probabilmente non ci sarebbe stato modo di evitare una caduta e un conseguente grave infortunio.

Subito dopo riesce ad appoggiare nuovamente lo sci sinistro sulla neve e dopo una leggera frenata possiamo dire che ha ripreso definitivamente il controllo e si proietta verso il finale di gara.

Conclusioni

Ma come è riuscita a fare tutto ciò? e per lo più in circa 8-9 decimi di secondo? Sicuramente una risposta precisa non c’è e neanche l’atleta stessa forse è in grado di dare una spiegazione senza una analisi approfondita. A parte una buona dose anche di buona sorte, sicuramente aspetti come l’istinto, l’esperienza e l’allenamento sono fondamentali. L’allenamento in quanto fattore modificabile è di sicuro un alleato importante per atleti impegnati in sport ad alto rischio di infortunio come è di sicuro lo sci alpino. Sono numerose infatti le ricerche scientifiche a supporto delle misure preventive, adottabili attraverso l’allenamento di fattori neuromuscolari in grado di ridurre il rischio di infortunio sugli sci.

Per fortuna in questo caso solo un piccolo spavento ed un’imperfezione che probabilmente non ha permesso alla sciatrice italiana di arrivare prima nella gara in questione.

E’ da sottolineare dunque l’importanza di adeguati programmi di allenamento e prevenzione per ridurre il rischio di infortuni, sia in atleti di alto livello che in sciatori non professionisti.

Un’ultima curiosità..

Nella stessa gara un’altra Atleta (la svizzera Joana Haehlen), compie un salto simile a quello dell’azzurra nello stesso punto della pista senza però riuscire ad evitare di cadere, per fortuna senza gravi conseguenze.

Joana Haehlen (SUI)

Per ulteriori approfondimenti:

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